Il CIN è il Codice Identificativo Nazionale che il Ministero del Turismo assegna a ogni casa affittata per brevi periodi. Dal 1° gennaio 2025 è obbligatorio in tutta Italia, e nel 2026 non c’è più nessun periodo di tolleranza: senza CIN non puoi pubblicare l’annuncio su Airbnb o Booking, e le sanzioni arrivano fino a 8.000 euro. Qui trovi cos’è, come ottenerlo passo per passo e cosa serve per essere in regola.

Cos’è il CIN e a cosa serve

Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) è un codice alfanumerico unico. Il Ministero del Turismo lo assegna a ogni singola unità immobiliare destinata a locazione turistica o affitto breve, e a ogni struttura ricettiva. Serve a identificare l’alloggio in modo certo e a farlo confluire nella Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR), il registro nazionale del Ministero.

In pratica è la “targa” della tua casa quando la affitti ai turisti. Senza, per lo Stato quell’annuncio non è in regola.

Chi deve avere il CIN?

Tutti quelli che affittano per periodi brevi, anche una sola casa o una sola stanza: locazioni turistiche, affitti brevi tra privati, case vacanza e strutture ricettive. Vale in tutta Italia, senza eccezioni regionali.

Come si richiede il CIN, passo per passo

  1. Accedi alla Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR) del Ministero del Turismo con SPID o CIE.
  2. Registra la struttura inserendo i dati dell’immobile.
  3. Compila l’autocertificazione che attesta il rispetto dei requisiti di sicurezza (D.L. 145/2023 e decreto del Ministero dell’Interno del 6 giugno 2024).
  4. Il sistema genera il tuo CIN.
  5. Esponi il codice e inseriscilo in ogni annuncio.

Il CIN non viene rilasciato senza l’autocertificazione dei requisiti di sicurezza. Quindi prima metti in regola la casa, poi ottieni il codice.

Quali requisiti di sicurezza servono?

Per gli affitti brevi la legge chiede dotazioni minime di sicurezza:

  • Rilevatori di gas e di monossido di carbonio (CO) funzionanti, negli ambienti con caldaie o cucine a gas.
  • Estintori portatili a norma, in numero adeguato alla superficie: come riferimento, almeno uno ogni 200 mq di pavimento e uno per piano.

Dove va esposto il CIN?

Il codice va reso visibile in due punti:

  • All’esterno dell’edificio, ad esempio sulla targhetta o accanto al citofono.
  • In ogni annuncio online, comprese piattaforme come Airbnb e Booking.

CIN e dichiarazione dei redditi

Dal 2026 il CIN va riportato anche nella dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF) e nella Certificazione Unica. Un motivo in più per averlo in ordine per tempo.

Cosa rischi senza CIN

Niente CIN significa due problemi concreti: l’annuncio può essere rimosso dalle piattaforme, e le sanzioni arrivano fino a 8.000 euro. Nel 2026 non ci sono più margini di tolleranza.

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Domande frequenti sul CIN

Il CIN è obbligatorio anche se affitto una sola casa?

Sì. L’obbligo vale per ogni unità affittata per brevi periodi, anche una sola casa o una sola stanza.

Dove si richiede il CIN?

Sulla Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR) del Ministero del Turismo, con accesso tramite SPID o CIE.

Quanto costa ottenere il CIN?

La richiesta del codice sulla banca dati del Ministero non prevede un costo per il rilascio. I costi da mettere in conto sono semmai quelli per adeguare la casa ai requisiti di sicurezza, come rilevatori ed estintori.

Cosa succede se non espongo il CIN nell’annuncio?

L’annuncio può essere rimosso e sono previste sanzioni fino a 8.000 euro.

Fonti